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  PierfrancoRavotto [ Un BLOG per parlare di condivisione e di collaborazione, nel mondo della scuola e della formazione ... e oltre ]
         

Un blog per partecipare alla costruzione collettiva di conoscenza, per condividere e scambiare idee, per scrivere come la penso. Per mantenere i contatti. Per ampliarli.

Chi sono
Avevo 20 anni nel 68, poi sono via via aumentati fino all'attuale età della pensione (e oltre).
Mi sono laureato in ingegneria ma ho scelto di fare l'insegnante saltando da una materia all'altra: matematica alle medie e alle "150 ore", Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, Area di progetto, Sistemi organizzativi.
Dal 1980, all'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio, mi sono occupato di corsi post-diploma, di alternanza, di scambi con l'estero e di progetti di ricerca in ambito europeo (programmi Leonardo e Socrates).
Negli ultimi anni ho lavorato soprattutto sull'integrazione fra formazione in rete e formazione in presenza e ho promosso e coordinato il progetto SLOOP.
In pensione da settembre 2007, lavoro come consulente AICA e sono collaboratore del Laboratorio Tecnologie Educative (LTE) del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Firenze. Mi occupo di certificazioni nell'ambito delle ICT, di eLearning e in genere di uso delle tecnologie nella didattica.
Un tema che mi è caro è quello della condivisione di contenuti aperti per l'eLearning

La mia libreria su Anobii


13 dicembre 2008

Teotihuacan


Sapevo delle civiltà Maya e Atzeca, crollate a seguito dell'invasione spagnola. Ma quando gli atzechi sono arrivati nella zona dell'attuale Città del Messico vi hanno trovato le rovine di quella che hanno chiamato Teotihuacan, pensando che fosse stata creata dagli dei.



La piramide del Sole, che si vede nella fotografia, fu costruita a partire dal 150 a.c. Quella della Luna, da cui l'ho scattata, è del 300 a.c. Il massimo splendore questa città lo ebbe fra il 150 e il 450 d.c. quando raggiunse e forse superò i 150.000 abitanti.
Poi iniziò un declino che si concluse, nel 7° o 8° secolo, con la distruzione. Le tracce degli incendi nei quartieri dei nobili ma non in quelli popolari, fanno pensare ad una "rivolta" interna, non ad un'invasione esterna.

Le due immense piramidi e le altre che le accompagnano sono internamente di terra. Non sono edifici abitabili e nemmeno tombe, così come non sono edifici le costruzioni che costeggiano il "viale dei morti".
Un'architettonica monumentale la cui funzione, mi sembra di capire, era pura esibizione di potere  e/o omaggio a "dei" che pretendevano sacrifici umani. E' qui la causa della rovina?
Penso possa valere per le civiltà l'ipotesi darwiniana della sopravvivenza del "più adatto". La civiltà greco-romana è sopravvissuta fino ad oggi. Quella, ad esse contemporanea, di Teotihuacan no.
Là, sotto il sole del dicembre messicano, ho immaginato (non so se sia vero) i sacerdoti in paludamenti sacri intenti a "sacrificare" esseri umani agli dei di fronte a folle esaltate e terrorizzate. Pochi giorni prima nella conferenza, avevo parlato dell'educazione come "conversazione" richiamando Socrate, Platone, Aristotele. I templi di Atene erano più fatti per l'uomo che non le piramidi di Teotihuacan. Per questo la civilità greca si è rivelata più adatta?


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18 ottobre 2007

Alex e la certificazione ambientale e sociale dei prodotti

Come ho già scritto, sto leggendo In viaggio con Alex (Fabio Levi, Feltrinelli). Alex è Alexander Langer, uno dei promotori della nascita del movimento verde in Italia, teso a saldare la salvaguardia dell'ambiente con quella dei "poveri".
In una Lettera ad un consumatore del Nord parlava, nel 1990, di "praticare una maggiore autodeterminazione, su punti apparentemente poco politici ed eroici, quali la scelta della nostra alimentazione", di "scambi meno iniqui e meno nocivi", di "assicurarci che la qualità ambientale e sociale dei prodotti che acquistiamo contribuisca al riequilibrio invece che provocare squarci e ferite".

Leggendo ho pensato ad un marchio sui prodotti, una certificazione del tipo: "il sistema di produzione è tale da non danneggiare l'ambiente né le popolazioni".
Qua e là qualcosa del genere già esiste.

In Collasso, che ho ripetutamente citato in questo blog, Diamond cita il marchio SFC che identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.


Clicca qui per FSC-Italia: la Forest Stewardship Council, e' una ONG internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, comunita' indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo.

Nella stessa direzione va il marchio Altro Mercato

clicca qui per il sito
anche se in questo caso non si tratta di una certificazione esterna ma di un consorzio di cooperative o associazioni attive nel commercio equo e solidale.




16 settembre 2007

Storia poliziesca

Una lettura veloce, molto meno del tempo di un viaggio Roma-Milano (ero andato a Roma per il direttivo SIe-L, scocietà italiana e-learning: troverò l'occasione per parlarne).

Storia poliziesca
è un breve romanzo, del 1977,di Imre Kertész - Nobel per la Letteratura 2002 -  dunque prima del collasso del "comunismo" est-europeo: per raccontare la tecnica di conquistare e mantenere il potere illegittimamente e non cadere sotto  i colpi della censura,  Imre ha collocato la sua storia in sud-america.




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14 settembre 2007

Notizie allarmanti, una positiva

I giornali di ieri, 13 settembre, riportavano dati allarmanti dalla Conferenza sui cambiamenti climatici organizzata dall'APAT a Roma.
Nella stessa giornata, però, anche una notizia positiva in occasione del 20° anniversario del protocollo, firmato da 190 paesi, che ha messo al bando i cfc, gas responsabili del buco nell'ozono. Nel 2055 la situazione potrebbe tornare quella che era nel 1980. La notizia positiva, dunque non è che lo stato d'ozono sta bene - nel 1980 si era in situazione di allarme - ma che il peggioramento si è arrestato e che c'è stata un'inversione di tendenza.

E' dunque un caso in cui la corsa al disastro è stata arrestata dalle denunce degli scienziati, dalla mobilitazione ambientalista, dalle iniziative dei governi e dalla responsabilità delle aziende.

Ho già ripetutamente citato "Collasso", di Jared Diamond, di cui insisto a consigliare la lettura. Come Diamond e tanti altri deunciano e la conferenza sul clima conferma siamo di fronte a un pericolo di collasso in tempi brevi. Diamond presenta dodici aspetti critici e afferma "Se ne risolvessimo 11 su 12 saremmo comunque nei guai.
Poichè stiamo procedendo a ritmi accelerati e insostenibili, i problemi ambientali del globo si risolveranno di certo, in un modo o nell'altro, nel corso della vita degli individui che sono oggi bambini o giovani adulti. Non sappiamo ancora se la soluzione avverrà piacevolmente, in modi che abbiamo scelto noi, oppure in modi spiacevoli e sgraditi, quali la guerra, il genocidio, la morte per fame, le epidemie, il crollo della civiltà".

Diamond conclude, però, con un "cauto ottimismo". La notizia relativa alla fascia d'ozono va nello stesso senso. Purchè non ci si abbandoni all'ottimismo lasciando che le cose vadano avanti come vanno. Fra poco non ci sarà più tempo.


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10 settembre 2007

La dottrina dello shock

Leggo, su Repubblica, l'introduzione del nuovo di libro di Naomi Klein: "Shock economy - L'ascesa del capitalismo dei disastri".
Naomi racconta di come Milton Friedman, "grande guru del movimento per i capitalismo sfrenato", abbia approfittato dell'uragano Katrina per lanciare un'offensiva, riuscita, contro le scuole statali. Scrisse sul Wall Street Journal: "La maggior parte delle scuole di New Orleans è in rovina come lo sono le case dei bambini che le frequentano ... Questa è una tragedia. Ma è anche un'opportunità per riformare radicalmente il sistema educativo".

Era l'applicazione di una dottrina che aveva applicato più volte e che aveva espresso così in un suo libro: "Soltanto una crisi - reale o percepita - produce vero cambiamento. Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalle idee che circolano.
Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finchè il politicamente impossibile diventa politicamente inevitabile".

Come ho già scritto in questo blog ho letto e sto meditando Collasso di Diamond, quindi il tema della crisi ambientale. E' probabile che di crisi ambientali - e non solo - se ne verificheranno: facciamo in modo che le idee che circoleranno in quel momento non siano solo quelle dei Friedman.






8 settembre 2007

L'insegnante che impara

Avevo sospeso e ho ripreso la lettura di "Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere", di Jared Diamond, un libro di cui consiglio a tutti la lettura e su cui penso tornerò su questo blog.
Qui vorrei citarne un'osservazione marginale che riguarda la scuola: "L'istruzione è un processo che coinvolge due attori che, si pensa, ricoprono ruoli differenti: l'insegnante che trasmette la conoscenza allo studente e lo studente che assorbe conoscenza dall'insegnante. In realtà, come sa ogni docente di ampie vedute, nel processo educativo anche gli studenti aiutano il loro insegnante a imparare qualcosa, sfidando le sue convinzioni e ponendogli domande a cui non aveva mai pensato".

Condivido.
Spesso gli studenti si annoiano perché l'insegnante si annoia. E si annoia se non impara niente di nuovo. Io ho avuto la fortuna di poter cambiare spesso materia di insegnamento: da elettrotecnica a elettronica, ad automazione, a TIC, … Cambiando materia dovevo studiare cose nuove e, soprattutto negli ultimi anni, ho affidato agli studenti il compito di fare ricerche e relazionare su argomenti che non conoscevo o conoscevo poco.
L'interrogazione scolastica è una contraddizione: l'insegnante, che sa, chiede allo studente, che sa meno di lui (come uno che guardi l'orologio e si rivolga ad un altro chiedendogli "che ora è?"). A me è capitato di poter chiedere allo studente qualcosa che non sapevo, e di imparare dalla sua risposta.


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20 agosto 2007

La scimmia nuda e il collasso (2)

Ho già raccontato, in un altro post, alcune riflessioni che mi sono venute dalla lettura di "La scimmia nuda" (Morris 1968) e di "Collasso" (Diamond 2005).
Ne aggiungo un'altra.

Anche Morris nutriva il timore di un collasso dell'umanità. Ma per lui il pericolo - a poco più di vent'anni dalla seconda guerra mondiale e in piena guerra fredda - era una guerra nucleare.
In Diamond il collasso può essere causato da uno sviluppo "non sostenibile".
Anche 40 anni fa c'era chi si dedicava alla difesa dell'ambiente, ma con l'obiettivo di preservare la "foca monaca" o la "stella alpina", non ancora con la coscienza che è in gioco la conservazione dello stesso homo sapiens, o "scimmia nuda, che dir si voglia.



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14 agosto 2007

La scimmia nuda e il collasso

Ho appena letto, con 40 anni di ritardo, "La scimmia nuda" di Desmond Morris - "Esistono centonovantatre speci viventi di scimmie, con coda e senza coda; di queste centonovantadue sono coperte di pelo. L'eccezione è costituita da uno scimmione nudo che si è auto-chiamato Homo sapiens" - e sto leggendo, con maggiore puntualità "Collasso". Come le società scelgono di morire e vivere" di Jared Diamond, autore, tanto per stare in tema, di "Il terzo scimpanzè".

Diamond studia casi antichi, Isola di Pasqua, Maya, Groenlandia, … e moderni, Ruanda, Montana, …, di civiltà collassate, a rischio di collasso o che sono riuscite ad evitarlo. Ne analizza i fattori, fra cui, in molti casi lo sfruttamento "non compatibile" dell'ambiente.
Una curiosità: io ho sempre pensato all'Islanda come ad una natura "estrema" - fuoco, ghiaccio, acqua e vento - ma incontaminata. Scopro invece che "l'Islanda è il paese più devastato d'Europa. A partire dall'epoca dell'insediamento vichingo, gran parte della vegetazione è stata distrutta e circa la metà del suolo originario è stato eroso e trascinato nell'oceano … vaste estensioni del territorio, verdi al tempo dell'arrivo dei primi uomini, sono ora ricoperte dal grigiore di un deserto …".

Insomma, non siamo stati i primi a danneggiare seriamente l'ambiente. Chi viveva in un ambiente territorialmente limitato - come l'isola di Pasqua - portato al collasso, ne ha subito le conseguenze. Altri invece potevano spostarsi, far fronte ai problemi legati all'aumento della popolazione espandendosi su territori "nuovi".

Una scimmia, dotata di pelo o nuda che sia, non può che imparare a partire dalla propria esperienza (gli islandesi hanno imparato abbastanza da evitare il collasso e non essersi estinti).
Ma noi - la maggior parte delle popolazioni di scimmie nude - siamo gli eredi di società non collassate perché esistevano sempre nuovi territori da occupare e sfruttare.
Scriveva Morris nel 1967, epoca di viaggi spaziali, in riferimento alla progressiva sovrappopolazione del pianeta, che la soluzione potrebbe essere "… una rapida diffusione della nostra razza su altri pianeti". Lo scriveva uno scienziato, non uno scrittore di fantascienza!
Forse è qui il ritardo che abbiamo, come specie, nell'affrontare il problema dell'uso compatibile delle risorse: quarant'anni fa pensavamo ancora di poter risolvere il problema allargandoci.

Siamo, per la prima volta, di fronte alla consapevolezza che non ci sono altri territori da sfruttare. Non è la prima volta che il problema si presenta, ma chi, come gli abitanti dell'isola di Pasqua, lo ha già vissuto, non aveva inventato la scrittura e non ce ne ha lasciato documentazione.


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" Il contributo di EUCIP per una scuola delle competenze" Atti di Didamatica 2009, Trento
ARTICOLI 2008
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"eLearning e recupero dei debiti formativi" Convegno SIe-L, Roma, 20 maggio 2008
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ARTICOLI 2007
"L'idea base di SLOOP: condividere free/open LO " (con G. Fulantelli) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"Ambiente di apprendimento e learning object: un'efficace sinergia" (con Berengo, Farinati, Masseroni, Petruzziello, Terenghi, Vimercati) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"I Learning Object nel web 2.0. Dal progetto SLOOP la proposta di open/free LO ed uno strumento per produrli in modo collaborativo" Atti del Congresso Nazionale AICA 2007 (Mantova, 27 settembre 2007)
"FreeLOms: uno strumento, prodotto nel progetto SLOOP, per la condivisione e la realizzazione collaborativa di “learning object" Atti del Convegno E-Learning. Esperienze e prospettive future: quali applicazioni? (Bressanone, 9 June 2007)
"L'uso di Moodle per il progetto SLOOP" Atti di MoodleMoot 2007 (Reggio Emilia, 22-23 marzo 2007)(con M. Terenghi)
ARTICOLI 2006
"Didattica in rete e didattica in presenza: l'integrazione possibile (abstract)" Congresso Proteo, Milano (31 ottobre 2006)
"Dalle scuole in rete ad una rete di scuole per la realizzazione di "free" Learning Object" Atti di Didamatica 2006, Cagliari (11-13 maggio 2006)
ARTICOLI 2005
"SLOOP: sviluppare un Free Learning Object Management System" Atti del secondo congresso SIe-L, Firenze, 9-11 novembre 2009
"SLOOP: un progetto europeo per un archivio condiviso di Free Learning Object" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005) (con M. Masseroni)
Versione inglese
"Il potenziale della didattica in rete in una scuola secondaria superiore" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005)
"Il cubo della formazione in rete" Form@re, ottobre 2005
ARTICOLI 2004
"Dal Progetto SiR2 al Progetto OpenDida - Formazione insegnanti e produzione di materiali didattici per l’integrazione di formazione in presenza e formazione in rete" 1° Congresso SIe-L (Genova 25/26 novembre 2004)
"Condividere Free Learning Object: il progetto OpenDida" EXPO eLearning di Ferrara (9-12 ottobre 2004)
"The “open source” perspective in planning eLearning materials" ICETA 2004 - 3rd International Conference on Emerging Telecommunications Technologies and Applications, Kosice, Slovacchia, 16-18 settembre 2004
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ARTICOLI 2003
"Developing E-Learning Lessons, in Bridging the gap from the face to face to the elearning environment, Conference Papers" BiTE Conference Papers (Ipswich 5 Settembre 2003)
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