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  PierfrancoRavotto [ Un BLOG per parlare di condivisione e di collaborazione, nel mondo della scuola e della formazione ... e oltre ]
         

Un blog per partecipare alla costruzione collettiva di conoscenza, per condividere e scambiare idee, per scrivere come la penso. Per mantenere i contatti. Per ampliarli.

Chi sono
Avevo 20 anni nel 68, poi sono via via aumentati fino all'attuale età della pensione (e oltre).
Mi sono laureato in ingegneria ma ho scelto di fare l'insegnante saltando da una materia all'altra: matematica alle medie e alle "150 ore", Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, Area di progetto, Sistemi organizzativi.
Dal 1980, all'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio, mi sono occupato di corsi post-diploma, di alternanza, di scambi con l'estero e di progetti di ricerca in ambito europeo (programmi Leonardo e Socrates).
Negli ultimi anni ho lavorato soprattutto sull'integrazione fra formazione in rete e formazione in presenza e ho promosso e coordinato il progetto SLOOP.
In pensione da settembre 2007, lavoro come consulente AICA e sono collaboratore del Laboratorio Tecnologie Educative (LTE) del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Firenze. Mi occupo di certificazioni nell'ambito delle ICT, di eLearning e in genere di uso delle tecnologie nella didattica.
Un tema che mi è caro è quello della condivisione di contenuti aperti per l'eLearning

La mia libreria su Anobii


15 ottobre 2008

Videolectures

Mi sono imbattuto solo oggi in un interessante sito di condivisione di contenuti:



Il sito contiene "lezioni" video su una pluralità di argomenti (e sotto licenza CreativeCommons By, No commercial, No Derivatives):



Molto interessante, con un unico difetto: le lezioni sono solo in inglese. Anche questa, di Umberto Eco.


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permalink | inviato da ravotto il 15/10/2008 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa



10 giugno 2008

Un nuovo LO su freeLOms

Avevo iniziato a produrre dei LO relativi all'uso di freLOms e mi ero interrotto.
Ecco finalmente il terzo LO della serie (pubblicato su YouTube):



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27 marzo 2008

Si possono vendere blocchetti Lego compatibili

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società canadese, produttrice di "mattoncini" cui la corte d'appello di Milano aveva vietato la vendita dei propri prodotti, colpevoli di incastrarsi perfettamente con i mattoncini Lego: "scorrettezza commerciale".

La sentenza della Corte assume il punto di vista dell'interesse del consumatore: «Non si vede perché dovrebbe considerarsi sleale la contesa della clientela mediante offerta di vantaggi aggiuntivi per il consumatore ... la concorrenza è appunto contesa della clientela, e viene favorita anche per offrire vantaggi al consumatore».

E' un principio in taluni ambiti assolutamente scontato: indipendentemente dalla marca gli orologi segnano la stessa scansione del tempo, posso comprare gomme per la mia auto da aziende diverse, il passo della lampadina è uguale per tutti i produttori, ...
Ma ogni tanto ci sono tentativi di creare o difendere condizioni di monopolio.

Il Lego è sinonimo di componibilità e modularità. Non a caso è stato assunto come metafora per i Learning Object. Ma, nell'interesse del consumatore, tale modularità deve essere accompagnata dalla mancanza di divieti alla produzione di altri elementi componibili modularmente.
(Per quanto riguarda il LO è questa l'idea alla base del progetto SLOOP, e del futuro SLOOP 2.0).




31 gennaio 2008

Cape Town Open Education Declaration

Su anto'stuff, da cui ho già ripetutamente attinto informazioni ed idee, trovo la Dichiarazione di Città del Capo sulla Istruzione Aperta: sbloccare la prospettiva di risorse educative aperte.

Comincia così: "Siamo all'apice di una rivoluzione globale nell'insegnamento e nell'apprendimento. Educatori di tutto il mondo stanno sviluppando un ampio bacino di risorse educative su Internet, aperte e gratuite per tutti. Questi educatori stanno creando un mondo in cui ogni persona sulla Terra possa accedere e contribuire alla somma delle conoscenze dell'umanità. Inoltre stanno piantando i semi di una nuova pedagogia, in cui insegnanti e studenti insieme creino, diano forma e sviluppino la conoscenza, approfondendo le loro capacità e la loro comprensione mentre operano. ..."

E' la stessa motivazione che ci ha spinto a realizzare il progetto SLOOP e il FreeLOms.

Si può sottoscriverla e, per quanto mi riguarda, l'ho fatto e vi invito a farlo. In questo momento le adesioni individuali sono 1.158, di cui solo 20 italiane. Proviamo ad alzarne il numero :-)
Qui l'elenco dei sottoscrittori italiani.

PS
Per gli studenti: se volete potete, ovviamente, sottoscrivere anche voi.








16 dicembre 2007

Knol ... una nuova proposta per la condivisione della conoscenza

Tre giorni fa Il web contiene un'enorme quantità di informazioni e Google ha contribuito a renderle più facilmente accessibili fornendo ottimi strumenti di ricerca. Ma non tutto è scritto, nè tutto è ben organizzato così da poter essere trovato facilmente.
Ci sono milioni di persone che posseggono conoscenze utili e che vorrebbero condividerle, e ce ne sono miliardi che potrebbero beneficiarne. Noi crediamo che molti non le condividano solo perchè non è abbastanza facile farlo. La sfida che Larry, Sergey ed Eric ci hanno posto è stata quella di trovare un modo per aiutare la gente a condividere la propria conoscenza. Questo è il nostro obiettivo."
Più contenuti liberi disponibili ci sono, meglio è per il mondo". L'idea chiave del progetto knol - scrive Manber - è dare evidenza agli autori

  • a Knol, meno presenti su Wikipedia.
A discrezione dell'autore uno knol potrà includere ads (pubblicità). Se l'autore decide di includerli Google gli riconoscerà una quota significativa dei proventi


Official Google Blog: Encouraging people to contribute knowledge




17 novembre 2007

Liberiamo magenta e silver blue

Nel fascicolo conclusivo del progetto SLOOP ho scritto, insieme al mio amico Giovanni Fulantelli: "Due tendenze diverse si confrontano e si scontrano in una pluralità di campi: "aprire" o "chiudere"?  Permettere e facilitare l'accesso alle risorse – alla terra, all'acqua, alle medicine, alla musica, alle informazioni, alle idee, ... – o limitarlo a  protezione di legittimi interessi, la proprietà di un bene, di un brevetto, la paternità di un'idea, il diritto alla privacy?
Confronto e scontro antico, che nell'era della globalizzazione e del digitale acquista aspetti nuovi e diversi.
Si pensi al campo dei brevetti, dove hanno fatto storia la causa del governo indiano contro la RiceTec che aveva brevettato, presso l'Ufficio USA dei brevetti, il riso Basnati e quella delle multinazionali sanitarie contro il governo del Sudafrica per i farmaci anti-AIDS sottocosto. ....".

Ecco un nuovo, clamoroso, esempio: la Deutsche Telekom ha registrato come marchio non solo il proprio logo ma anche il colore che lo contraddistingue: il Magenta. Non ho capito bene se avendolo usato potrei essere oggetto di una causa o se questo vale solo in Germania.


Trovate questa e altre immagini della campagna
per la liberazione del magenta su
http://www.freemagenta.nl/

Così, alla discussione se si possa privatizzare un bene primario come l'acqua, ne dobbiamo aggiungere un'altra: si può privatizzare un colore?
C'è chi pensa di sì, evidentemente. Anche Red Bull ha registrato il Silver-blue che compare nel suo marchio.

La cosa adesso è in mano agli avvocati, perchè per fortuna l'Unione Europea contesta una tale registrazione.
Ma questo è il punto: per secoli abbiamo usato i colori convinti che non fossero proprietà di nessuno (il Magenta, a dire il vero lo usiamo solo dal 1859, prende il nome di Magenta proprio dalla famosa battaglia, vedi wikipedia) e adesso invece ci troviamo a discuterne perchè qualcuno dice "è mio, l'ho brevettato" !



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5 novembre 2007

Dopo i Radiohead potete scaricare anche Saul Williams

Ho già commentato l'iniziativa dei Radiohead (vedi): l'avvio di un cambiamento forse "epocale" nella distribuzione della musica.
Ecco a ruota l'iniziativa di Saul Willimans. Il nuovo album, "The Inevitable Rise and Liberation of NiggyTardust!",



può essere liberamente scaricato dal sito niggytardust.com. Potete scegliere di pagare 5 dollari o di scaricare gratuitamente, nel primo caso con la possibilità di scegliere una migliore qualità:



Se volete, potete anche inserire liberamente questo video nel vostro sito (e io lo faccio subito):





2 novembre 2007

Lavorare ... gratis? (2) Il caso del software

Ho posto, in un messaggio precedente, il problema di come riuscire a conciliare la libera condivisione di materiali didattici con la giusta retribuzione di chi li produce.
Mi ha risposto Antonio Fini (Laboratorio Tecnologie Educative dell'Università di Firenze). Fa l'esempio di Moodle, un LMS (Learning Management System) opensource fra i più diffusi: oltre a moodle.org, sito da cui si può scaricare gratuitamente il software e luogo di incontro delle comunità che lo usano, esiste anche moodle.com dove una serie di Moodle partners offrono (vendono) servizi connessi con l'uso di Moodle.

Chi ha prodotto Moodle e lavora al suo sviluppo viene retribuito da chi gli chiede adattamenti/modifiche del software, servizi di installazione e manutenzione, corsi di formazione. Si potrebbe pensare che, in ogni caso, ci sia una parte di lavoro che rimane non retribuita.
facciamo un esempio: io coltivo patate e te le regalo. Tu mi paghi per friggertele. La mia attività di cuoco è retribuita, ma non quella di contadino.

Ma ci sono due aspetti della questione che l'esempio non prende in considerazione:

  1. Se non fosse stato rilasciato come opensource, forse Moodle non si sarebbe affermato come uno dei più usati software per l'eLearning a livello mondiale e non avrebbe quindi prodotto utili, nemmeno attraverso la vendita di servizi.
  2. L'essere opensource fa sì che altri  collaborino allo sviluppo (è come se ci fossero altri che mi aiutano a coltivare le patate, a raccoglierle, a trasportarle senza chiedermi di essere pagati): e dunque, se è vero che lo sviluppatore distribuisce gratuitamente il prodotto è anche vero che usufruisce del lavoro gratuito di altri). Tanto per restare su Moodle: il modulo che lo ha reso SCORM compatibile è stato prodotto in Italia, non dal suo creatore, Martin Dougiamas, che però adesso usufruisce di tale funzione.
Insomma, nel campo del software il modello si è rivelato "pagante". E nel campo dei contenuti?




30 ottobre 2007

Lavorare ... gratis?

Si fa presto a dire "copyleft", ma il lavoro non va retribuito?
Sto cogliendo le occasioni che mi si presentano per pubblicizzare il freeLOms e l'ipotesi di messa in condivisione di risorse didattiche (LO) che abbiamo elaborato in SLOOP.

Messa in condivisione significa rilasciare i propri materiali didattici con una licenza copyleft, ovvero con una licenza che dice qualcosa tipo "sei autorizzato ad usare liberamente questo materiale, di modificarlo, di distribuirlo". Una scelta ben diversa dal dire "tutti i diritti sono riservati, puoi comprare, se vuoi, il diritto di utilizzarlo, o quello di ...".
Facile a dirsi, meno agevole per chi gestisce un'organizzazione e deve porsi il problema di retribuire il lavoro.

Ho, in merito, due argomentazioni.
La prima è quella che spesso e volentieri la produzione di materiali didattici avviene in occasioni di progetti finanziati dall'Europa piuttosto che da enti pubblici. Dunque viene da lì la retribuzione del lavoro. Perchè non mettere a pubblica disposizione ciò che è stato finanziato da fondi pubblici? (Dovrebbe essere proprio il finanziatore a richiedere una tale licenza sul prodotto).

La seconda argomentazione viene dall'esperienza del free/open source software. Se mi avessero detto, 10 anni fa, che si poteva guadagnare producendo software da distribuire liberamente non ci avrei creduto ... ma è quello che sta succedendo (ci tornerò con un altro post).
E allora, se funziona in un campo come quello del software, perchè non provarci nel campo dei contenuti per l'insegnamento?


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permalink | inviato da ravotto il 30/10/2007 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



22 ottobre 2007

Radiohead: scaricate liberamente

I Radiohead non li conosco. Musicalmente non vado più in là dei cantautori italiani, Guccini, Mannoia, De Gregori, ..., e di qualche "classico": Elvis, i Beatles, ...
Ma mi interessa l'Open Content, e l'iniziativa della band britannica mi sembra, nel campo della musica, un possibile punto di svolta "epocale". Eccola:



Se vi collegate all'indirizzo www.inrainbows.com, quella è la pagina che appare: un nuovo disco, acquistabile solo in rete. E uno!
Come oggetto materiale, contenitore con il disco, o semplicemente come file. E due!



Il download del file costa ... quanto volete voi, anche niente. E questa è la novità numero tre!!!

Il contenitore costa 40 sterline e contiene il disco in una duplice versione, come CD e - novità numero quattro! - come una serie di dischi in vinile!!!


A me sembra la risposta più avanzata alle novità della tecnologia digitale che rende possibile, con il peer to peer, la libera condivisione della musica. Anzichè una politica di chiusura a difesa di legittimi interessi (se uno produce musica ha diritto di guadagnarci) ecco che gli stessi interessi vengono difesi con una politica di apertura:
1. si salta l'editore distribuendo in proprio, direttamente via rete dunque tagliando tutti i costi della distribuzione,
2. si risponde al peer to peer accettando la logica MP3 scaricabile anche gratuitamente,
3. si mette chi scarica di fronte alla scelta "lo faccio gratis o pago un 'giusto' prezzo" (sembra che siano tanti quelli che stanno pagando una cifra non simbolica),
4. si guadagna vendendo ciò che non può essere scambiato senza costo perchè richiede un supporto materiale: il CD, con una migliore qualità, il cofanetto da tenere in libreria e ... il vinile! Cioè un supporto che, fra 10 anni, 20, 50, ... sarà ancora ascoltabile mentre il CD avrà ormai perso i dati e il file, chissà dove sarà finito.

In rainbows: una bella novità!




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ARTICOLI 2009
" Il contributo di EUCIP per una scuola delle competenze" Atti di Didamatica 2009, Trento
ARTICOLI 2008
"Il futuro dell'educazione - Discorso di apertura al XVII Encuentro International de Formacion a distancia" Guadalajara (MX), 2 dicembre 2008
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Versione nepalese
"Quali competenze digitali per insegnare al tempo del web2.0?" da "Atti del V congresso SIe-L", Trento 2008
"Usare in Moodle risorse didattiche presenti su SlideShare, YouTube e TeacherTube" da "Atti di Moodlemoot 2008, "
"eLearning e recupero dei debiti formativi" Convegno SIe-L, Roma, 20 maggio 2008
"Sostegno e recupero: usare la formazione in rete e gli strumenti digitali" da "Atti di Didamatica 2008, Parte II"
ARTICOLI 2007
"L'idea base di SLOOP: condividere free/open LO " (con G. Fulantelli) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"Ambiente di apprendimento e learning object: un'efficace sinergia" (con Berengo, Farinati, Masseroni, Petruzziello, Terenghi, Vimercati) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"I Learning Object nel web 2.0. Dal progetto SLOOP la proposta di open/free LO ed uno strumento per produrli in modo collaborativo" Atti del Congresso Nazionale AICA 2007 (Mantova, 27 settembre 2007)
"FreeLOms: uno strumento, prodotto nel progetto SLOOP, per la condivisione e la realizzazione collaborativa di “learning object" Atti del Convegno E-Learning. Esperienze e prospettive future: quali applicazioni? (Bressanone, 9 June 2007)
"L'uso di Moodle per il progetto SLOOP" Atti di MoodleMoot 2007 (Reggio Emilia, 22-23 marzo 2007)(con M. Terenghi)
ARTICOLI 2006
"Didattica in rete e didattica in presenza: l'integrazione possibile (abstract)" Congresso Proteo, Milano (31 ottobre 2006)
"Dalle scuole in rete ad una rete di scuole per la realizzazione di "free" Learning Object" Atti di Didamatica 2006, Cagliari (11-13 maggio 2006)
ARTICOLI 2005
"SLOOP: sviluppare un Free Learning Object Management System" Atti del secondo congresso SIe-L, Firenze, 9-11 novembre 2009
"SLOOP: un progetto europeo per un archivio condiviso di Free Learning Object" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005) (con M. Masseroni)
Versione inglese
"Il potenziale della didattica in rete in una scuola secondaria superiore" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005)
"Il cubo della formazione in rete" Form@re, ottobre 2005
ARTICOLI 2004
"Dal Progetto SiR2 al Progetto OpenDida - Formazione insegnanti e produzione di materiali didattici per l’integrazione di formazione in presenza e formazione in rete" 1° Congresso SIe-L (Genova 25/26 novembre 2004)
"Condividere Free Learning Object: il progetto OpenDida" EXPO eLearning di Ferrara (9-12 ottobre 2004)
"The “open source” perspective in planning eLearning materials" ICETA 2004 - 3rd International Conference on Emerging Telecommunications Technologies and Applications, Kosice, Slovacchia, 16-18 settembre 2004
Versione italiana
ARTICOLI 2003
"Developing E-Learning Lessons, in Bridging the gap from the face to face to the elearning environment, Conference Papers" BiTE Conference Papers (Ipswich 5 Settembre 2003)
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