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  PierfrancoRavotto [ Un BLOG per parlare di condivisione e di collaborazione, nel mondo della scuola e della formazione ... e oltre ]
         

Un blog per partecipare alla costruzione collettiva di conoscenza, per condividere e scambiare idee, per scrivere come la penso. Per mantenere i contatti. Per ampliarli.

Chi sono
Avevo 20 anni nel 68, poi sono via via aumentati fino all'attuale età della pensione (e oltre).
Mi sono laureato in ingegneria ma ho scelto di fare l'insegnante saltando da una materia all'altra: matematica alle medie e alle "150 ore", Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, Area di progetto, Sistemi organizzativi.
Dal 1980, all'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio, mi sono occupato di corsi post-diploma, di alternanza, di scambi con l'estero e di progetti di ricerca in ambito europeo (programmi Leonardo e Socrates).
Negli ultimi anni ho lavorato soprattutto sull'integrazione fra formazione in rete e formazione in presenza e ho promosso e coordinato il progetto SLOOP.
In pensione da settembre 2007, lavoro come consulente AICA e sono collaboratore del Laboratorio Tecnologie Educative (LTE) del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Firenze. Mi occupo di certificazioni nell'ambito delle ICT, di eLearning e in genere di uso delle tecnologie nella didattica.
Un tema che mi è caro è quello della condivisione di contenuti aperti per l'eLearning

La mia libreria su Anobii


28 settembre 2008

Social Network e Comunita` di Pratica per lo sviluppo associativo e d’impresa: reale opportunita` o utopia?

La sezione di Milano di AICA ha partecipato all'organizzazione di un incontro con tale titolo, martedì 7 ottobre, presso la sede SIAM in via Santa Marta18, a Milano (dalle 18 alle 20):


Mi sembra interessante: quindi ve lo propongo.




26 settembre 2008

Scuola, grembiulini e competizione internazionale

26-27 e 29 settembre: mobilitazione del PD per la scuola.
Partecipo pubblicando, dall'albo di famiglia, la fotografia di una classe elementare.



Tutte bambine: non si è ancora parlato di dividere le classi fra maschietti e femminucce, ma bisognerà pur arrivarci, ministro Gelmini (o forse questo Tremonti non lo ha suggerito perché non determina risparmio?), argomentando, ovviamente, con i diversi livelli di sviluppo.
Tutte bambine e tutte rigorosamente con il grembiulino bianco. La discusione sui colori dei grembiulini non si è ancora aperta o ero io ad essere distratto? Sicuramente sarà il caso di aprire quella sul colore del fiocco. E sui colletti: rigido come lo portavo io? oppure floscio come quello della maggior parte dei miei compagni, sintomo di tempi che già non erano più quelli?
Nella foto, a destra (senza grembiule? sospetto lo indossi sotto il cappotto), la maestra unica: mia nonna Maria (che così compare per la prima volta su un blog).

In un paese che ha paura del futuro, il richiamo al passato ha sicuramente effetto.
Ma noi dobbiamo rispondere alla Gelmini  proiettandoci verso il futuro - non abbarbicandoci a parole d'ordine e motivazioni anch'esse del passato - proponendo di accettare la sfida della competizione internazionale in un mondo in cambiamento.
Ci serviranno sempre più giovani svegli, capaci di imparare in fretta, di reagire con prontezza, di interagire in contesti diversi, di utilizzare una pluralità di media, di confrontarsi con culture diverse e in lingue diverse, di sviluppare creatività, di saper andare oltre abitudini e idee dettate dalla consuetudine, ...
La scuola è lontana dal prepararli (ma le materne e le elementari lo fanno meglio delle medie e delle superiori): ma se assumiamo quel punto di vista si mostra ridicola - senza nemmeno il bisogno che lo si dica - l'idea di rispondere con il ritorno al grembiulino e con una maestra unica.


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23 settembre 2008

Terza settimana del corso cck08

Sto seguendo, come ho già scritto su questo blog, un corso in rete sul connettivismo: CCK08.
Un corso che non è sicuramente un unico percorso. A partire da alcuni suggerimenti settimanali iniziali, i 900 e passa corsisti da tutto il mondo si sbizzarriscono in ambienti - il moodle del corso, un googlegroup, i blog dei partecipanti, siti nazionali, ... facebook, ... - e percorsi diversi. Ognuno sviluppa le proprie connessioni in modo caotico: Complexity, Chaos and Research è, del resto, il tema della sesta settimana. Per adesso siamo alla terza.

Nella seconda, fra gli articoli proposti, uno ha suscitato la mia attenzione: Rhizomatic Education: Community as Curriculum di Dave Cormier.
Di link in link ho appreso, fra l'altro,
  • che il rizoma è un particolare tipo di fusto (quello degli Iris, per esempio; non fatevi ingannare dal fatto che corra nel terreno: la sua funzione è quella di sostenere le foglie e a a trasportare l'acqua ed i sali minerali dalle radici alle foglie),
  • che Deleuze e Guattari lo hanno assunto come metafora per sostenere un modello di teoria e di ricerca con una molteplicità non gerarchica di punti di ingresso di uscita;  a differenza dei fusti ad albero, che si sviluppano solo verticalmente e per diramazioni binarie, un rizoma si sviluppa orizzontalmente e con connessioni multiple,
e mi sono imbattuto in questa interessante citazione “strano pregiudizio che valorizza ciecamente la profondità a scapito della superficie, pretendendo che superficiale, significhi non già di vaste dimensioni, bensì di poca profondità, mentre profondo significa di grande profondità e non di superficie ristretta” (Michael Tournier in "Friday").
C'è, nel confronto fra radici che si sviluppano in profondità o superficialmente, un errore "botanico" (il rizoma non è una radice). Ma il concetto merita di essere meditato da noi insegnanti.

Spesso lamentiamo la "superficialità" dei nostri studenti e del loro sapere, l'incapacità, o non volontà, di andare in profondità. Forse dovremmo provare a considerare sia la dimensione della profondità, sia quella dell'estensione. E, soprattutto, delle connessioni.




20 settembre 2008

Un sito per la FAD

Emanuele Amorello mi ha segnalato, due o tre settimane fa, l'avvio di un sito (e di un progetto): Tecnologia FAD.



Solo oggi ho trovato il tempo di guardarlo con un po' di attenzione. Gli obiettivi sembrano interessanti:
  • sensibilizzare gli stakeholers di qualsiasi livello e grado all'uso delle tecnologie per la FAD nella formazione,
  • valorizzare il lavoro precedente aggiungendolo alle novità, proponendo i materiali digitali presenti in rete senza duplicazioni, scegliendo i più autorevoli e significativi interventi, in modo ordinato e coerente garantendo al  contempo la pluralità degli interventi
La richiesta di chi sta sviluppando a chi ha esperienza nel campo della FAD e dell'eLearning, è quella di suggerire materiali ed esperienze esistenti.
Per conto mio cercherò di contribuire.




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15 settembre 2008

Maestro unico, maestra unica

E brava la Gelmini. E' riuscita a far fare a Bossi un'affermazione su cui concordo (credo sia la prima volta): "Se c'è un solo insegnante - ed è un cattivo insegnante - può rovinare i bambini".
Bossi, poi, sembra abbia fatto marcia indietro. Io lo ribadisco.

Ma non è solo quello. Alle tante - giuste - osservazioni già fatte da tanti ne aggiungo un'altra.
Come può funzionare un maestro unico con i bambini di oggi, abituati a saltare da un canale all'altro con il telecomando e - da "nativi digitali" - a operare in multitasking fra media e programmi diversi? Nel bene o nel male questo è il contesto con cui fare i conti: bambini abituati a veloci commutazioni fra un contesto e un altro (questo è positivo) e incapaci di mantenere a lungo la concentrazione su uno stesso oggetto (e questo è, a mio parere, negativo).
L'alternarsi di maestre/maestri, quindi non solo di "discipline" ma anche di caratteri e di metodologie, permette di valorizzare il positivo e di non risentire del negativo.

Ci sono varie petizioni contro il ritorno al "maestro unico". Io ho sottoscritto questa:




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9 settembre 2008

E' in corso a Milano il WCC

Da domenica pomeriggio sono, a tempo pieno, al WCC, il World Computer Congress, che si tiene quest'anno per la prima volta a Milano, organizzato da AICA.



Io sto seguendo la sessione ICT Professionalism and Competences, che si sviluppa nell'arco di tre giorni, perchè è coerente con l'attività che ho iniziato con AICA relativamente alla certificazione EUCIP.
Ma di sessioni e convegni interessanti ce ne sono molti. A me diaspiace, in particolare, di non esser potuto andare - il drammatico problema del parallelismo! - alla sessione Biologically inspired cooperative computing. Relazioni dai titoli veramente intriganti: " ... algorithms ... inspired by self-organizing social insects model", "Congestion control in ant like ...", "... networks based on division of labor in social insects", ... Cercherò di leggere i paper.

Nel frattempo è partito il corso cck08 ... e io sto rimanendo drammaticamente indietro :-(


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7 settembre 2008

Connessioni (2)

A Berlino ho visitato il monumento all'Olocausto, una distesa di parallelepipedi di cemento.



A me ha trasmesso emozione, ma in virtù delle connessioni, nella mia mente, con quanto so, conosco, ho letto.
Altrimenti sarebbe un ammasso di cubi, divertente per correrci in mezzo come in un labirinto, se si è un bambino. Null'altro.


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6 settembre 2008

Connessioni (1)

Comincia lunedì il corso "Connectivism & connective knowledge" di cui ho parlato.
Ed ecco una connessione fortuita.

Ho pubblicato le mie foto di Berlino. Chi le ha viste avrà notato che sono, in gran parte, dedicate a palazzi e strutture "moderni". Mentre le scattavo mi chiedevo: "come mai in Italia gli edifici degni di essere visitati e fotografati sono quelli di epoca romana o rinascimentale, mai (quasi mai) edifici moderni?

Trovo, casualmente, la risposta in un "noir" di cui ho iniziato la lettura ieri: "Per cosa si uccide" di Gianni Biondillo. "In Italia ... le case non le costruiscono più gli architetti. Il 90% l'hanno progettato o ingegneri o geometri. ... Cosa ci ha reso famosi nel mondo? Perchè i nostri centri storici sono famosi?Le sembra che Sisto V avesse attorno a sè geometri oppure architetti, artisti, intellettuali? Sa chi c'era a Milano all'epoca di Ludovico il Moro? Gente del calibro di Leonardo da Vinci e Donato Bramante!"

Immagine di Per cosa si uccide




5 settembre 2008

Leggendo Dubcek

In occasione del quarantennale della primavera di Praga e dei carri armati a Praga, ho letto l'autobiografia di Dubcek.

Immagine di Il socialismo dal volto umano

Autobiografia di un vincitore, visto che quando l'ha scritta o meglio l'ha dettata al registratore, il "socialismo reale" era crollato e Dubcek era presidente del Parlamento cecoslovacco.

Mi chiedo da tempo se il mondo oggi sarebbe diverso se l'esperimento che i cecoslovacchi avevano iniziato nel 68 non fosse stato fermato. Se, in un paese, si fosse proceduto a coniugare socialismo e democrazia, o, meglio, a sviluppare il socialismo grazie alla democrazia. Mentre esisteva un forte movimento di massa in Europa, mentre esistevano forti partiti eurocomunisti, ...
Domanda inutile: c'era un bivio ed è stata imbroccata un'altra strada.

Due citazioni, peraltro marginali.

"Non avevo mai avuto simpatia per il gergo offensivo in uso nel movimento comunista dai tempi di Lenin" scrive Dubcek.  E' un gergo diffuso anche in altri movimenti: un plauso a chi non lo usa.

"La sera tornavo spesso stanco dal lavoro in officina ... Mi ero adattato alla situazione senza grandi problemi: avevo più tempo per i familari e per attività che mi piacevano, giardinaggio e lavori minuti in casa".



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2 settembre 2008

Quali competenze digitali per la scuola 2.0?

Manca poco più di un mese al V congresso SIe-L (Società Italiana e-Learning) che si terrà a Trento dall'8 all'11 ottobre. Tutte le informazioni le trovate a questo indirizzo: http://portale.unitn.it/eventi/siel08.

Io ho ricevuto comunicazione dell'accettazione dell'intervento che ho presentato insieme a Roberto Bellini, presidente della sezione AICA di Milano: "Quali competenze digitali per insegnare al tempo del web 2.0?".
AICA, con cui sto collaborando da qualche mese, è molto nota in riferimento all'ECDL. E molti insegnanti, in questi anni, sono stati coinvolti - con risultati positivi in termini di alfabetizzazione informatica - in corsi di formazione ECDL oriented.

L'ECDL è una patente che certifica sostanzialmente abilità di uso di un computer in un ambiente lavorativo "ufficio". Moltissimi insegnanti hanno imparato ad usare il computer in quel senso: per scrivere il programma o gli esercizi, per fare l'orario, per compilare i verbali dell'esame di stato, per cercare informazioni in rete, per inviare messaggi ai propri studenti, ...
Benissimo.
Ma con studenti "nativi digitali" e al tempo del web 2.0, questo "uso da ufficio" non è più sufficiente. Occorre imparare ad usare didatticamente il computer, e in genere le tecnologie digitali. Non sono originale nel dirlo; molti da tempo lavorano su questo: nell'articolo vengono esaminati i progetti EPICT, uLearn, uTeacher e l'ICT Competency Standards for Teachers dell'UNESCO.

La domanda che l'articolo si pone è se si possa prevedere una sorta di ECDL "didattica", una patente di uso del computer per la didattica. Una certificazione, cioè, non della capacità di effettuare una "stampa unione" o di "creare una query" con Access, bensì della capacità di aprire un blog, inserire in Moodle un filmato da YouTube, condividere una presentazione su SlideShare.





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ARTICOLI 2009
" Il contributo di EUCIP per una scuola delle competenze" Atti di Didamatica 2009, Trento
ARTICOLI 2008
"Il futuro dell'educazione - Discorso di apertura al XVII Encuentro International de Formacion a distancia" Guadalajara (MX), 2 dicembre 2008
Versione inglese
Versione nepalese
"Quali competenze digitali per insegnare al tempo del web2.0?" da "Atti del V congresso SIe-L", Trento 2008
"Usare in Moodle risorse didattiche presenti su SlideShare, YouTube e TeacherTube" da "Atti di Moodlemoot 2008, "
"eLearning e recupero dei debiti formativi" Convegno SIe-L, Roma, 20 maggio 2008
"Sostegno e recupero: usare la formazione in rete e gli strumenti digitali" da "Atti di Didamatica 2008, Parte II"
ARTICOLI 2007
"L'idea base di SLOOP: condividere free/open LO " (con G. Fulantelli) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"Ambiente di apprendimento e learning object: un'efficace sinergia" (con Berengo, Farinati, Masseroni, Petruzziello, Terenghi, Vimercati) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"I Learning Object nel web 2.0. Dal progetto SLOOP la proposta di open/free LO ed uno strumento per produrli in modo collaborativo" Atti del Congresso Nazionale AICA 2007 (Mantova, 27 settembre 2007)
"FreeLOms: uno strumento, prodotto nel progetto SLOOP, per la condivisione e la realizzazione collaborativa di “learning object" Atti del Convegno E-Learning. Esperienze e prospettive future: quali applicazioni? (Bressanone, 9 June 2007)
"L'uso di Moodle per il progetto SLOOP" Atti di MoodleMoot 2007 (Reggio Emilia, 22-23 marzo 2007)(con M. Terenghi)
ARTICOLI 2006
"Didattica in rete e didattica in presenza: l'integrazione possibile (abstract)" Congresso Proteo, Milano (31 ottobre 2006)
"Dalle scuole in rete ad una rete di scuole per la realizzazione di "free" Learning Object" Atti di Didamatica 2006, Cagliari (11-13 maggio 2006)
ARTICOLI 2005
"SLOOP: sviluppare un Free Learning Object Management System" Atti del secondo congresso SIe-L, Firenze, 9-11 novembre 2009
"SLOOP: un progetto europeo per un archivio condiviso di Free Learning Object" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005) (con M. Masseroni)
Versione inglese
"Il potenziale della didattica in rete in una scuola secondaria superiore" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005)
"Il cubo della formazione in rete" Form@re, ottobre 2005
ARTICOLI 2004
"Dal Progetto SiR2 al Progetto OpenDida - Formazione insegnanti e produzione di materiali didattici per l’integrazione di formazione in presenza e formazione in rete" 1° Congresso SIe-L (Genova 25/26 novembre 2004)
"Condividere Free Learning Object: il progetto OpenDida" EXPO eLearning di Ferrara (9-12 ottobre 2004)
"The “open source” perspective in planning eLearning materials" ICETA 2004 - 3rd International Conference on Emerging Telecommunications Technologies and Applications, Kosice, Slovacchia, 16-18 settembre 2004
Versione italiana
ARTICOLI 2003
"Developing E-Learning Lessons, in Bridging the gap from the face to face to the elearning environment, Conference Papers" BiTE Conference Papers (Ipswich 5 Settembre 2003)
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