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  PierfrancoRavotto [ Un BLOG per parlare di condivisione e di collaborazione, nel mondo della scuola e della formazione ... e oltre ]
         

Un blog per partecipare alla costruzione collettiva di conoscenza, per condividere e scambiare idee, per scrivere come la penso. Per mantenere i contatti. Per ampliarli.

Chi sono
Avevo 20 anni nel 68, poi sono via via aumentati fino all'attuale età della pensione (e oltre).
Mi sono laureato in ingegneria ma ho scelto di fare l'insegnante saltando da una materia all'altra: matematica alle medie e alle "150 ore", Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, Area di progetto, Sistemi organizzativi.
Dal 1980, all'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio, mi sono occupato di corsi post-diploma, di alternanza, di scambi con l'estero e di progetti di ricerca in ambito europeo (programmi Leonardo e Socrates).
Negli ultimi anni ho lavorato soprattutto sull'integrazione fra formazione in rete e formazione in presenza e ho promosso e coordinato il progetto SLOOP.
In pensione da settembre 2007, lavoro come consulente AICA e sono collaboratore del Laboratorio Tecnologie Educative (LTE) del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Firenze. Mi occupo di certificazioni nell'ambito delle ICT, di eLearning e in genere di uso delle tecnologie nella didattica.
Un tema che mi è caro è quello della condivisione di contenuti aperti per l'eLearning

La mia libreria su Anobii


23 agosto 2009

Ancora qualche lettura


More about Pioggia nera More about La faccia nascosta della Luna More about Senza via di scampo


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20 agosto 2009

Cosa misurano i test sull'apprendimento?

Mi riferisco ancora al libro di Fareed Zakaria, L'era post-americana, di cui ho già parlato (vedi 1, 2 e 3), per un discorso che mi pare interessante sui "test", quelli in cui gli studenti asiatici prevalgono di gran lunga su quelli americani (e su quelli italiani).
Dice a questo proposito Zakaria: "Io ho frequentato le scuole elementari, medie e superiori presso un'eccelente istituzione di Mumbay [in India] ... Il suo approccio (trent'anni fa) rifletteva i metodi d'insegnamento spesso descritti come 'asiatici', in cui si dà estrema importanza alla mnemonica e a continue verifiche. Si tratta, di fatto, del vecchio metodo pedagogico inglese ed europeo, anche se oggi lo si definisce asiatico. Mi ricordo di aver mandato a memoria quantità incredbili di nozioni, di averle ripetute pedissequamente durante gli esami e di averla quasi subito dimenticate.
Quando mi sono iscritto al college negli Stati Uniti ho incontrato un mondo diverso ... il sistema americano  ... risulta di ran lunga migliore nello sviluppare le facoltà critiche della mente, che è ciò di cui si ha bisogno per vare successo nella vita. Gli altri sistemi educativi insegnano a superare i test; il sistema americano insegna a pensare"
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Al di là del fatto che le scuole americane sono fortemente diversificate (anche nei punteggi conseguiti nei test) mi sembra che sia unariflessione importante. Cosa misurano i test?
Zakaria cita una conversazione in cui un ex ministro dell'Istruzione di Singapore gli ha detto: "... ci sono alcune parti dell'intelletto che noi non sappiamo testare bene: per esempio la creativtà, la curosità, un certo senso di avventura, l'ambizione. ... l'America ha una cultura dell'apprendimento che sfida le conoscenze comunemente accettate, anche se ciò significa sfidare l'autorità ...".

"La cultura americana - conclude Zakaria - esalta e premia la risoluzione di problemi, il mettere in questione l'autorità e il pensare fuori degli schemi".
E' quanto anche molte scuole italiane fanno. Allora, forse, prima di flagellarci sui risultati dei test internazionali potremmo chiederci se, davvero, quei test non accertano solo la capacità di rispondere ai test.




19 agosto 2009

Apertura e chiusura: qual è il fattore di successo?

Ancora a proposito di apertura e chiusura, con riferimento a “L'era post-americana” di Fareed Zakaria (vedi 1 e 2).

Zakaria racconta come “lo storico Claudio Véliz sottolinea che nel XVI secolo entrambe le potenze dell'epoca, l'Inghilterra e la Spagna, tentarono di esportare le loro idee e le loro pratiche nelle rispettive colonie occidentali. La Spagna voleva che la controriforma [dunque, dico io, un atteggiamento di chiusura] prendesse piede nel nuovo mondo, mentre l'Inghilterra voleva che fiorissero il pluralismo religioso e il capitalismo [l'atteggiamento di apertura].

Con il tempo, le idee inglesi si dimostrarono più universali di quelle spagnole”.


Io mi vado convincendo di questo: che nella contraddizione fra apertura e chiusura, sia l'apertura quella che, nel lungo periodo, si afferma.

Non lo dice con questi termini ma mi sembra tche Zakaria affermi con forza proprio questo concetto.


Saltando dal 1500 e dal 1600 ai giorni nostri: “... l'Europa si sta muovendo verso una limitazione dell'afflusso di immigrati [chiusura] proprio in un momento in cui il suo futuro economico dipende dalla sua capacità di accoglierne molti di iù. L'America, dal canto opposto, sta creando la prima nazione universale, costituita da uomini di ogni colore, razza e credo religioso … [apertura].

L'immigrazione, inoltre, dà all'America una qualità che si ritrova raramente in un paese ricco: L'energia e la voglia di fare. Quando i paesi diventano floridi, la spinta a progredire e a conquistare il successo si indebolisce. Ma gli Stati Uniti hanno trovato il modo per rivitalizzarsi di continuo con flussi di persone che cercano di farsi una nuova vita in un mondo nuovo”.


Un concetto, quest'ultimo, su cui dovrebbero riflettere tanti “padani”!




18 agosto 2009

Apertura e chiusura nel 1500

Ho già scritto di aver letto e trovato molto interessante “L'era post-americana” di Fareed Zakaria.

Non sapevo che “ottantasette anni prima [del viaggio di Cristoforo Colombo alla ricerca di una via per le Indie”] un ammiraglio cinese, Zheng He, era partito per la prima di sette spedizioni ugualmente ambiziose. Le navi di Zheng erano molto più grandi e meglio costruite di quelle di Colombo … Nel suo primo viaggio, nel 1405, egli era al comando di 317 vascelli e 28.000 uomini, rispetto alle 3 navi e ai 120 marinai di Colombo. … Il vascello più piccolo della flotta di Zheng … era pur sempre grande due volte la leggendaria caravella”.

E come avvenne, allora, che non furono i cinesi a espandersi sul globo terrestre? Perchè in Cina tutto dipendeva dal potere assoluto dell'imperatore, e quello che seguì mise fine alle spedizioni imperiali, poi vietò che si costruissero navi con più di 2 alberi (pena la condanna a morte) poi di distruggere i vascelli oceanici, …

Potremmo dire, con una terminologia che considero rilevante che in Cina venne attuata una scelta di chiusura mentre al contrario in Europa si affermava una scelta di apertura. Scrive a questo proposito Zakaria:

  • i cento anni tra il 1450 e il 1550 segnarono la rottura più significativa della storia dell'umanità, una rottura tra fede, rituale e dogma da un alto e osservazione, sperimentazione e pensiero critico dall'altro”;

  • il contatto con il resto del mondo stimolò l'Europa. La scoperta di nuove rotte marittime, ricche civiltà e popoli sconosciuti finì con lo sprigionare energie e immaginazione”;

  • se tutte le energie e le risorse di una grande società vengono indirizzate su pochi progetti, questi ultimi vengono spesso relizzati consuccesso; ma si tratta di successi isolati” (e citacome esempio non soloi grandi progetti cinesi dell'epoca – quella imponente flotta prima, la costruzione della Città proibita di Pechino, e del Taj Mahal in India, ma anche il programma spaziale dell'URSS negli anni 60 e 70).

Dunque il successo, allora (e, come conseguenza, per molti secoli) dell'Europa sulla Cina, che per molti aspetti era più avanzata, è stato il successo di un atteggiamento di apertura rispetto ad uno di chiusura, della critica rispetto all'accettazione del dogma, di una pluralità di soggetti rispetto al potere unico dell'imperatore.




14 agosto 2009

WOW! Mi hanno tradotto in nepalese

Ricordate che ero stato invitato ad una conferenza in Messico per parlare di Futuro dell'educazione?

Ebbene - incredibile ma vero! - l'editore di un rivista per insegnanti nepalese, trovato in Internet l'intervento pubblicato su JE-LKS (la rivista SIe-L diretta da Antonio Calvani) mi ha chiesto l'autorizzazione a tradurlo in nepalese ed oggi me ne ha inviato una copia: WOW!



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12 agosto 2009

L'era post-americana

Ho letto "L'era post-americana" di fareed Zakaria, indiano di origine ma ormai statunitense d'adozione.

More about L'era post-americana

Molto interessante.
"Questo non è un libro sul declino dell'America, quanto sull'ascesa di tutti gli altri - scrive Zakaria nelle prime righe - E' incentrato sulla grande trasformazione che sta prendendo piede in tutto il mondo ... [e che] non è stata ancora compresa a sufficienza".
E poco più avanti: "Guardatevi intorno. Oggi l'edificio più alto del mondo si trova a Taipei e verrà presto superato da un altro attualmente in costruzione a Dubai. L'uomo più ricco del mondo è un messicano e la maggiore società quotata in borsa è cinese. Ilpiù grande aereo .. in Russia ...la più grande raffineria ... in India ...La più grande ruota panoramica ... si trova a Singapore ... il più grande casinò ... a Macao ... la più grande industria cinematografica ... è l'indiana Bollywood. Dei primi 10 centri commerciali ... solo uno si trova negli Stati Uniti; il più grande è a Pechino".

Il libro prende in considerazione l'ascesa degli altri, in particolare della Cina (lo sfidante) e dell'India (l'alleato), con sullo sfondo l'esperienza del declino inglese: a fine '800 era un impero che veniva paragonato a quello di Roma e che sembrava destinato a restare per sempre tale. Ma che dovette piegarsi alla storia. "Anche gli Stati Unti dovranno piegarsi alla storia?".

Libro molto interessante, che consiglio. Mi riprometto di tornarci sopra con altri post.


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10 agosto 2009

Una mostra per il bicentenario di Darwin



Molto bella la mostra - aperta fino al 25 ottobre alla Rotonda della Besana (Milano) e dal 24 novembre a Bari (prima era stata a Roma), per il bicentenario della nascita di Charles Darwin.
Ve la consiglio.

(Altro su Darwin su questo blog)


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8 agosto 2009

Letture estive



More about Il colore del sole More about Next e altri racconti
More about La strada per Los Angeles More about Vivi e lascia morire
More about Perdas de fogu More about Trilogia di New York
More about E Jones creò il mondo

Camilleri, Philip K. Dick, John Fante, Ian Fleming-007, Massimo Carlotto, Paul Aster, ancora Dck.

I commenti (scarni, peraltro) li trovate su anobii.




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4 agosto 2009

Tanti auguri a Obama ... ma anche agli operai Innse

Tanti auguri a Barak Obama per il suo compleanno! 48 anni oggi, 4 agosto.
Ma tanti auguri anche agli operai dell'Innse, al 14° mese di occupazione e di autogestione della produzione, che in questo 4 agosto hanno conquistato un posto nei telegiornali.




L'Innse di via Rubattino, Lambrate, e la vicina Innocenti, ormai sostituita da condomini e centri commerciali, per me sono un archetipo della "Fabbrica" e della "Classe operaia".

A dire il vero ero convinto che anche l'Innse, come l'Innocenti, fosse ormai chiusa da anni. Invece resisteva ancora anche se ormai con soli 49 operai, ma con una produzione, sento dire alla radio dai sindacalisti, tecnologicamente avanzata.
E' un pezzo di storia di questa città che credevo se ne fosse andata. Forse adesso se ne andrà davvero. Sarà grazie a quei 49 operai, e ai 4 che si sono arrampicati sulle gru, se non sarà così.
In ogni caso dico loro grazie, e auguri.


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2 agosto 2009

Approvato SLOOP 2!

Scrivevo nel post precedente che cellulare e internet non permettono più di essere irraggiungibili in vacanza.
Fra un po' di fastidi lavorativi mi ha raggiunto anche una bella notizia: è stato approvato - programma settoriale Leonardo da Vinci nel Lifelong Learning Programm - il progetto di trasferimento dell'innovazione SLOOP2desc, Sharing Learning Object in an Open Perspective TO develop european skills and competences, confidenzialmente SLOOP 2.

Un'ottima notizia :-)

Il progetto è stato presentato dal CNR-ITD di Palermo. Io vi parteciperò per conto di AICA che entra nella partnership di SLOOP per apportarvi la propria esperienza nel campo delle competenze, in particolare quella relativa ad EUCIP.


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ARTICOLI 2009
" Il contributo di EUCIP per una scuola delle competenze" Atti di Didamatica 2009, Trento
ARTICOLI 2008
"Il futuro dell'educazione - Discorso di apertura al XVII Encuentro International de Formacion a distancia" Guadalajara (MX), 2 dicembre 2008
Versione inglese
Versione nepalese
"Quali competenze digitali per insegnare al tempo del web2.0?" da "Atti del V congresso SIe-L", Trento 2008
"Usare in Moodle risorse didattiche presenti su SlideShare, YouTube e TeacherTube" da "Atti di Moodlemoot 2008, "
"eLearning e recupero dei debiti formativi" Convegno SIe-L, Roma, 20 maggio 2008
"Sostegno e recupero: usare la formazione in rete e gli strumenti digitali" da "Atti di Didamatica 2008, Parte II"
ARTICOLI 2007
"L'idea base di SLOOP: condividere free/open LO " (con G. Fulantelli) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"Ambiente di apprendimento e learning object: un'efficace sinergia" (con Berengo, Farinati, Masseroni, Petruzziello, Terenghi, Vimercati) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"I Learning Object nel web 2.0. Dal progetto SLOOP la proposta di open/free LO ed uno strumento per produrli in modo collaborativo" Atti del Congresso Nazionale AICA 2007 (Mantova, 27 settembre 2007)
"FreeLOms: uno strumento, prodotto nel progetto SLOOP, per la condivisione e la realizzazione collaborativa di “learning object" Atti del Convegno E-Learning. Esperienze e prospettive future: quali applicazioni? (Bressanone, 9 June 2007)
"L'uso di Moodle per il progetto SLOOP" Atti di MoodleMoot 2007 (Reggio Emilia, 22-23 marzo 2007)(con M. Terenghi)
ARTICOLI 2006
"Didattica in rete e didattica in presenza: l'integrazione possibile (abstract)" Congresso Proteo, Milano (31 ottobre 2006)
"Dalle scuole in rete ad una rete di scuole per la realizzazione di "free" Learning Object" Atti di Didamatica 2006, Cagliari (11-13 maggio 2006)
ARTICOLI 2005
"SLOOP: sviluppare un Free Learning Object Management System" Atti del secondo congresso SIe-L, Firenze, 9-11 novembre 2009
"SLOOP: un progetto europeo per un archivio condiviso di Free Learning Object" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005) (con M. Masseroni)
Versione inglese
"Il potenziale della didattica in rete in una scuola secondaria superiore" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005)
"Il cubo della formazione in rete" Form@re, ottobre 2005
ARTICOLI 2004
"Dal Progetto SiR2 al Progetto OpenDida - Formazione insegnanti e produzione di materiali didattici per l’integrazione di formazione in presenza e formazione in rete" 1° Congresso SIe-L (Genova 25/26 novembre 2004)
"Condividere Free Learning Object: il progetto OpenDida" EXPO eLearning di Ferrara (9-12 ottobre 2004)
"The “open source” perspective in planning eLearning materials" ICETA 2004 - 3rd International Conference on Emerging Telecommunications Technologies and Applications, Kosice, Slovacchia, 16-18 settembre 2004
Versione italiana
ARTICOLI 2003
"Developing E-Learning Lessons, in Bridging the gap from the face to face to the elearning environment, Conference Papers" BiTE Conference Papers (Ipswich 5 Settembre 2003)
Versione italiana