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Onofri mi è piaciuto, Camilleri questa volta no

Ho letto tre romanzi di Sandro Onofri, raccolti in un unico volume, "I figli e i padri": Luce del Nord, Colpa di nessuno, L'amico d'infanzia.

Immagine di I figli e i padri

Scritti dal 91 al 99 raccontano un degrado in atto, un "disfacimento" del sistema di valori, uno "
sgretolarsi del mondo" che a volte si nasconde "dietro l'opulenza, quel senso di potenza che deriva dall'accanito testimoniare il proprio esistere, un ossessivo appello di sopravvissuti."
Belli.

Non mi è piaciuto, invece, questa volta Andrea Camilleri: "Un sabato, con gli amici".
Immagine di Un sabato, con gli amici

E non tanto perché non è il solito Camilleri, perché non scrive in quel suo particolare siciliano, quanto per la forzatura di quel gruppo di amici tutti così segnati da traumi infantili, sia per una certa morbosità che mi ha lasciato un senso di amaro.

E poi c'è questa caratteristica dei Camilleri-Mondadori: poche pagine trasformate in volume grazie all'uso di caratteri grandi, di larghi spazi bianchi e della copertina rigida, tutto per consentire un prezzo improponibile.
Tutto l'opposto dei Camilleri-Sellerio.

Pubblicato il 2/3/2009 alle 19.37 nella rubrica Letture.

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