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Invito a votare ... e a votare PD

Domani e domenica si vota, per il Parlamento europeo e per la Provincia di Milano.
Andrò a votare e - per quanto il PD non sia stato entusiamante, anzi, abbia deluso molte mie aspettative - andrò a votare PD. Vi spiego perchè.
O, per meglio dire, lo spiego a chi, come me di sinistra, è tentato dal non-voto di protesta o dal voto ad una delle varie formazioni "a sinistra" del PD.
  1. In primo luogo: il "chiamarsi fuori" non fornisce in realtà alibi a nessuno. Dice Lisbeth Salander, l'atipica eroina di Millennium - la trilogia di Stieg Larsson di cui parlerò in un prossimo blog -  "Nessuno è innocente, ci sono solo gradi diversi di responsabilità". Siamo in qualche modo tutti - intendo noi di sinistra, perlomeno quelli che hanno superato i 20 anni , o se preferite i 30 - responsabili dello stato della sinistra. Con gradi diversi di responsabilità, si intende. Ma chiamandoci fuori ci caricheremmo, invece, di nuove, negative, responsabilità.
  2. In secondo luogo penso che una "sconfitta" del PD, nel senso di un suo grave ridimensionamento rispetto ai risultati delle politiche, non genererebbe nessun effetto positivo, di miglioramento del PD stesso nel prossimo futuro. Anzi: la frammentazione ed i litigi interni aumenterebbero ed al contempo ci sarebbe un ulteriore abbandono dell'impegno da parte di quei tanti cittadini che ne costituiscono la linfa vitale.
  3. In terzo luogo ritengo vero quanto detto in uno slogan che il PD ha usato negli ultimi giorni: "solo un grande partito può fermare questa destra". Non è il riuscire a raggiungere il 2, 3, 4 % di qualche partitino che può rappresentare la base su cui costruire un'alternativa a questa destra. Ovviamente: non basta un PD "forte". Come si dice in matematica: è una condizione necessaria ma non sufficiente. Appunto: non è sufficiente, però è necessaria.
  4. Quarto: si vota per l'Europa. Dunque contribuiamo, con il voto italiano, a determinare quale sarà lo schieramento vincente in Europa, se quello progressista o quello di destra. Ciò ha una duplice implicazione: che siamo responsabili del nostro voto di fronte agli altri europei e che non possiamo aspettarci che sia l'Europa a far da contrappeso e salvaguardia al Berlusconismo se non contribuiamo a rafforzare le forze progressiste in Europa e comunque a dimostrare che l'Italia non è solo quella di Berlusconi e di Bossi.
E dunque, ben cosciente dei limiti del PD, lo voterò ... e vi invito a fare altrettanto.

Pubblicato il 5/6/2009 alle 20.44 nella rubrica Politica.

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