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I sei sospetti

Leggo, me lo hanno regalato a natale, "I sei sospetti". Di un indiano: Vikas Swarup (curiosa la nota: "Anche se Vikas Swarup lavora per il governo indiano, nessuna delle opinioni espresse nel presente romanzo va in alcun modo interpretata come espressione del governo dell'India o dell'autore nell'esercizio delle proprie funzioni").

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Non conoscevo Vikas Swarup, anche se avevo sentito parlare del film "The miliionaire".
Il libro mi ha preso subito.

Bella in primo luogo l'organizzazione del romanzo - l'omicidio, i sospetti, i moventi, le prove, la soluzione, la confessione - con sei storie separate di cui, ad ogni passaggio, si sviluppa una parte e che, via via, si intrecciano.
Sei storie, sei sospetti: il burocrate, il politico gangster, l'attrice, il delinquentello, il carrellista americano, l'aborigeno. Sei storie descritte con modalità diverse: quella descritta in terza persona e quella in prima, quella per mezzo delle telefonate e quella in forma di diario, ...
Fantastiche alcune espressioni del carrellista americano. Per esempio: "uscii dal terminale ... agitato come un gatto con la coda lunga in una stanza zeppa di sedie a dondolo", "ero furente come un uomo con una gamba sola a una gara di calci nel culo".

E sullo sfondo l'India, cone le sue contraddizioni tra il sistema delle caste e la modernità.

Da leggere!

Pubblicato il 18/1/2010 alle 19.15 nella rubrica Letture.

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